Storie Svelate. Solitaire Papier

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Versione 2

 

 

All’interno dello spazio espositivo Arte Spazio Tempo, nel cuore del ghetto ebraico di Venezia, l’associazione di promozione sociale GEA promuove la mostra fotografica “Storie Svelate” dell’artista Massimo Porcelli a cura di Martina Campese.

“Storie svelate” estrae dal progetto Solitaire Papier del fotografo Porcelli, alcune delle immagini grazie alle quali è possibile partecipare visivamente al viaggio fisico e mentale effettuato dall’artista stesso. Solitaire Papier è un progetto en chantier in cui, come in un diario, l’artista immortala manifesti abbandonati e solitari nel caos e nella frenesia delle grandi città, come Parigi, luogo in cui tale progetto ha avuto origine.

L’idea alla base della sua ricerca consiste nel dare attenzione a ciò che passa inosservato, ma che possiede inesorabilmente il fascino del passaggio del tempo. Le opere, in effetti, svelano una o più storie che si intrecciano e che, attraverso lo scatto fotografico dell’artista, hanno la possibilità di essere raccontate. La curiosità e sensibilità di Massimo Porcelli fanno emergere ciò che è nascosto nella parte retrostante la prima immagine visibile a tutti, portando alla luce altre possibili storie.

 

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Pop, stampa su carta, FineArt Matt Cotton, Parigi, 2012

 

Le sovrapposizioni dei diversi manifesti sono una testimonianza visiva e tangibile della disposizione di immagini percepite, seppur distrattamente, dalle persone che vi passano dinanzi quotidianamente. Tale accavallamento permette alle illustrazioni sottostanti di affiorare, divenendo, con lo strato superficiale, un’opera armoniosamente unica. Gli strappi svelano supporti invecchiati e arrugginiti, muri, chiodi, mattoni, altri manifesti a loro volta lacerati. Come un restauratore scopre sotto una coltre di polveri un dipinto di tutt’altra fattura, Massimo Porcelli immortala questa bellezza estetica.

All’interno dell’esposizione sono state selezionate una serie di opere che permettono di avere una visione ampia e quanto più completa delle molteplici tematiche affrontate dall’artista. Alcune fotografie colgono il bello del volto da copertina che le lacerazioni in alcune occasioni lasciano a metà; altre mostrano supporti sottostanti che pongono l’accento sulla questione dell’oggetto abbandonato; in molte altre ancora sono presenti occhi che guardano il fruitore, dichiarando la loro presenza, senza rivelare la loro identità.

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Go to rose, stampa su carta FineArt Matt Cotton, Venezia, 2017

 

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