Peace Project_Segrete. Tracce di Memoria

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a cura di Martina Campese

All’interno della X Edizione di Segrete. Tracce di Memoria, per il progetto Peace Project si confrontano gli artisti Cri Eco, Valeria Dardano, Mauro Campagnaro e il collettivo DAMP (Luisa de Donato, Alessandro Armento, Viviana Marchiò, Adriano Ponte). Il risultato, è un’ampia riflessione e interpretazione dell’idea di memoria, per mezzo di un percorso visivo e concettuale complesso e coinvolgente.

Il percorso prende il via con la rappresentazione dell’oblio del ricordo nell’opera di Valeria Dardano, Unnatural selection, nella quale la matericità nichilista trasforma la forza e la violenza in energia scura. Nell’agglomerato di materia nera, il fruitore può perdersi e immergersi in visioni surreali. Il potere dell’oblio acquisisce una sua forma e tende ad allontanare il mondo reale, nel quale le immagini non rappresentano più sé stesse e non possono più essere considerate uno specchio della realtà.

La fisicità della materia ha, da un lato, il potere di far tornare alla memoria, come in un déjà-vu, il passato; dall’altro, l’istanza storica può aprire la mente a molteplici interpretazioni. Frammenti si concentra su quest’ultimo aspetto, presentando nell’installazione Esilio, del collettivo DAMP, i carotaggi come testimonianze storiche della stratificazione di città, strade e luoghi; con l’obiettivo di dar nuova linfa alla materia inerte. In egual modo, Caducità, di Mauro Campagnaro, propone tracce di reperti della prima guerra mondiale trasformati in elementi narranti di una storia ancora in corso. La loro impronta serigrafica è una testimonianza trasposta in una serie di immagini che ne fanno sottilmente intuire la forma originaria, suggerendo allo stesso tempo una diversa natura.

Il percorso espositivo conduce, dunque, il fruitore dall’oblio alla nuova interpretazione delle tracce custodi di racconti e culmina con la presa di coscienza nella video performance Teach Peace di Cri Eco. In quest’opera l’artista interpreta la consapevolezza della memoria del passato come un risveglio. Alla conoscenza e alla paura di dimenticare, e di ciò che rivela l’inchiostro, consegue una Re-azione che culmina con la composizione di un libro costituito dai brandelli di storie e atrocità, il cui Cucire è in realtà un Ri-Cucire, rappresentando concettualmente, come afferma la stessa artista: “un libro già scritto, ma mai letto abbastanza”.

L’allestimento all’interno delle Prigioni della Torre Grimaldina del Palazzo Ducale di Genova metterà in scena le interpretazioni di questi artisti che si troveranno in un confronto diretto e in dialogo con la suggestività  dello spazio espositivo.

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