Marjan Fahimi

 

Rising
Rising  – Tecnica mista su tavola – 155X65 cm (Triangolare)

Marjan l’ho conosciuta a Roma, ha origini iraniane e ho avuto modo di conoscere i suoi genitori un giorno a Venezia Lì il suo contesto culturale mi è stato subito chiaro, così come quali persone fantastiche fossero la sua famiglia.

Mi ha raccontato di quanto la sua arte è dettata dall’esigenza di guardare l’esterno, il mondo in cui vive e la città in cui è insediata. Dapprima Teheran con i suoi palazzi e poi approda in Italia, Roma. Il contesto culturale è diverso e lei ne è profondamente attratta. Ma c’è una cosa che non cambia, la sua predisposizione a guardare il mondo e riprodurlo con il suo punto di vista personale. Dalla metropoli urbanizzata si passa alla campagna laziale che lei osserva.

Endless Love - 100x100 cm - front
Endless Love – Olio su tavola – 100×100 cm

La sua maturazione artistica è, in quel momento, in completa evoluzione il suo sguardo curioso cambia direzione e inizia a cogliere nel cielo una proiezione del suo personale rapporto tra interno ed esterno. Come quando, distesi sul letto, lo sguardo va alla finestra che incornicia un pezzo di cielo, celeste.

I cieli da lei rappresentati non sono mai limpidi, sono scossi e attraversati da nuvole, e a volte da uccelli. Tuttavia non è un rappresentazione verosimile, non è realistica. Marjan riesce a praticare una sorta di astrazione in cui il cielo è cielo, oppure può non esserlo.

Roma. Città dalla grande tradizione architettonica e lei, non dimentichiamocelo, è architetto. L’eterna città le ha quasi certamente donato qualcosa, quel qualcosa in più che Marjan ora trasferisce nei suoi dipinti. I cieli delle cappelle barocche, così spettacolari e scenografici, coinvolgenti e mistici. Ecco!

Skyscape - 70X70cm - 2017
Skyscape – Acrilico e olio su tavola -70×70 cm

La bravura di Marjan sta nel fare attenzione alla cultura che le sta intorno, assimilarla e farla propria per poi estrapolarla e usarla artisticamente.

L’ultima serie dei suoi lavori con l’utilizzo della resina liquida raggiunge un alto livello di stratificazione pittorica, aumentando la tendenza all’astrazione e aggiungendo un effetto di de-materializzazione dell’opera. Il fruitore ora può immergersi completamente nei suoi cieli.

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Marjan Fahimi nasce a Tehran il 1 Marzo 1982, dove a 15 anni inizia a frequentare i corsi di pittura presso lo Studio di Hossein Maher. Dopo il diploma intraprende gli studi in Lingua e Letteratura Italiana presso l’Università degli studi di Tehran e nel frattempo partecipa a diverse mostre collettive in alcuni tra le gallerie piu’ importanti della scena artistica di Tehran come Elahe Art Gallery, Centro Culturale Bahman, Robat Art Gallery e realizza due mostre personali; nel 2003 con il progetto “Urban Details” presso Atbin Art Gallery e nel 2004 con la mostra “BIRDS” presso la Seyhoon Art Gallery.

Nel 2004 parte per Roma e intraprende gli studi in Architettura, conclusi nel 2013 con la Laurea Magistrale in Architettura e Progettazione Urbana, contemporaneamente partecipa a numerose mostre e concorsi; nel 2007 è tra i finalisti del concorso Martelive e vince il premio L.I.Art, mentre nel 2008 è la vincitrice assoluta del concorso Martelive; nel 2014 è tra gli artisti selezionati per il progetto “Off Site Art” per l’Aquila a cura di Veronica Santi e in collaborazione con l’associazione ArtBridge di New York e nello stesso anno è tra i vincitori del concorso Adrenalina. Nel 2015 realizza la sua prima mostra personale italiana a cura di Vinicio Prizia presso la Sala Orsini del palazzo Chigi in collaborazione con il Comune di Formello; dal 2016 inizia a collaborare con la galleria Honos Art di Roma e nel 2017 e tra gli Special Guest del Festival artistico Nuvola Creativa curata da Antonietta Campilongo presso lo spazio Factory del Museo MACRO di Roma dove è rappresentata dalla galleria HONOS Art con una mostra personale.

“Architetto, urbanista e pittrice, Marjan Fahimi, nata a Teheran, è giunta dall’Iran in Italia per studiare e si è portata dietro le sue radici persiane, quelle dei grandi spazi della natura che si sono sposati con i modi della pittura occidentale. Nascono cosi i trittici dedicati agli uccelli, dove stormi di volatili solcano il cielo al tramonto, oppure, si posano, come le note del pentagramma, sui fili dei tralicci della luce stagliati contro spazi di sereno. La natura è la protagonista della pittura di Marjan Fahimi, con opere dedicate tutte al cielo, senza però intenti surrealistici ma squarci di sereno segnati da cirri mossi e capricciosi che si animano con la luce del sole di Persia. Una natura che è sempre in pericolo, quando dialoga con l’Uomo, che spesso non sa esserne il giusto custode. Allora il paesaggio può essere segnato dal filo spinato che evoca guerra e distruzione contro cui si erge il grido iconico e accorato di Marjan Fahimi, donna del suo tempo e artista della speranza.”

Prof. Marco Bussagli – Accademia di Belle Arti di Roma