Call for creativity

 

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CALL FOR CREATIVITY

Vernissage 9 ottobre ore 17.00

mar/sab 10.00 – 14.00

Campo del Ghetto Nuovo 2918

Françoise Calcagno Art Studio è lieto di presentare “Call For Creativity”, X Collettiva dell’Associazione Gruppo Boiler, negli spazi della Galleria nel cuore del Ghetto Ebraico, dal 9 ottobre al 10 dicembre 2016.

Carla Bagno, Françoise Calcagno, Anita Marina Cerpelloni, Eva Espinosa, Mario Esposito, Caterina Fagan, Hélène Galante, Letizia Ghezzo, Luigino Longega, Irene Manente, Patrizia Milone, Rossella Pavan, Gabriele Perissinotto, Elena Perrone, Renzo Sbolci, Nicole Voicu, Silvia Zamengo

Il progetto espositivo, a cura di Martina Campese e Giulia Ferrari, si pone l’obiettivo di richiamare gli artisti del Gruppo a confrontarsi con il tema della creatività; riflettendo sul concetto di creazione inteso come atto fondante e primordiale, capace di dar vita al nuovo.

Partendo da una premessa filosofica, viene ripresa idealmente la figura platonica del Demiurgo, il divino artigiano che progetta l’universo guardando al mondo perfetto delle Idee, utilizzando la materia primordiale e caotica come strumento. Questa funzione demiurgica del sacro è stata messa in relazione con la sacralità dell’azione creativa dell’artista.

Come scrisse Walter Benjamin, l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica sta perdendo quella da lui definita “aura”, una sorta di alone capace di infondere una sensazione mistica, quasi religiosa, nell’animo dello spettatore che vi si trova davanti. Pertanto si è deciso di richiamare gli artisti a riflettere sull’importanza della propria funzione creativa in senso assoluto.   

Sia che il frutto del loro lavoro siano visioni personali, piuttosto che riferimenti alla realtà tangibile, è possibile identificare un parallelismo tra l’azione fondante del Demiurgo con quella creativa degli artisti. Essi in virtù della propria vocazione, sono in grado di creare realtà possibili e alternative. Nel loro atto di trasformare la materia, rileggendola e rappresentandola, rendono infatti reale quello che reale non è.

L’opera d’arte viene pertanto intesa come frutto di un processo di realizzazione personale dell’artista, ma essa diviene arte in quanto tale solo se prodotta in funzione di essere mostrata. Lo spettatore di fatto completa l’opera, entra in relazione con essa e ne diviene parte integrante.

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