Rossella Pavan

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Ibis Mujo, 2016, Rossella Pavan

L’artista concettuale Rossella Pavan ha la capacità di mostrare, attraverso la sua arte, il legame inesorabile che intercorre tra il tempo e la vita, la cui connessione si manifesta soprattutto nelle azioni quotidiane. Piccole e intime, tali azioni non mirano ad una misurazione scientifica del tempo, ma ne evidenziano il passaggio e l’impossibilità dell’uomo di fermarlo. Il suo scorrere inesorabile trasforma tutto ciò che è vivente senza dare la possibilità di tornare al punto di partenza.

Il bisogno incessante di scandire il tempo, ripercorre la scia di grandi artisti “misuratori di un tempo personale”, citiamo Roman Opalka che la stessa artista considera una fonte di ispirazione. Rossella crea opere che rappresentano il proprio e intimo passare del tempo.

Da qui nascono i progetti che riprendono e catalogano le azioni del suo vivere quotidiano. Come spiega l’artista:

“Mi sono chiesta un giorno: cosa faccio quotidianamente? Bevo il caffè e mi peso. Da questa presa di coscienza è nato il progetto di fotografare, per un lungo periodo di tempo, la tazzina di caffè bevuta, connessa in qualche modo alla lettura del futuro sul fondo delle tazze, ed il mio peso”.

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Ros.Pa., 2011, Rossella Pavan

Così come il periodo in cui ha utilizzato la rete postale per informare il collezionista vicentino Giobatta Meneguzzo, direttore del Museo Casabianca di Malo, del luogo in cui si trovava in quel preciso momento.

Le tecniche utilizzate non assumono grande importanza, il suo interesse non è dettato dal criterio estetico, ma l’elaborazione e catalogazione di piccole azioni abitudinarie che testimoniano il passare del tempo della sua esistenza.

Nel progetto La prima, seconda, terza e la quarta luna, l’artista ha lavorato ad una elaborazione ciclica fatta per ogni donna che ha maggiormente lasciato una traccia nella sua vita. Il risultato è un espositore in plastica contenente una serie di cartoline rappresentanti il punto di arrivo del suo lento e meticoloso lavoro. Le cartoline sono fotografie di dipinti su plexiglass eseguiti seguendo il ciclo lunare. Esse riportano precisamente i giorni delle fasi lunari partendo dalla luna crescente a quella calante. Connessa al ciclo lunare è la realizzazione di volti che, come la luna, lievemente affiorano, appaiono, si concretizzano per poi svanire nuovamente. La luna crescente mostra pian piano la sua presenza, il viso crescente mostra pian piano la sua esistenza.

In “Tre giorni in Divenire” l’artista ha messo in gioco se stessa nel correre con il tempo per la realizzazione dell’opera Ibis Mujo; alla Caos Art Gallery a Venezia, Pavan ha esposto grate in ferro sulle quali delle foglie ogni 4 minuti diventavano Ibis. L’evento ha avuto la durata di tre giorni con la presenza costante dell’artista in galleria. L’azione, che rientra nella performance, ben si adatta alla suo linea artistica connessa con la sua vita personale.

La connessione tra tempo e vita nell’opera Flow-er si acuisce grazie all’uso di elementi organici come l’acqua e il colore rosso della pittura che ricorda, volutamente, il colore del sangue. Quest’ultimo elemento rappresenta la connessione alla vita così come alla morte; in egual modo, l’acqua che è fonte di vita per eccellenza.

Rossella Pavan nasce a Vicenza nel 1963, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha esposto periodicamente alla Françoise Calcagno Art Studio da maggio 2015 a marzo 2018, Venezia; nel 2017 ha gestito il progetto 021UP a Le Laite di Conco, Vicenza; ha partecipato alla Mostra d’Arte Contemporanea di Installazione, MITI & METE alla Villa da Porto di Montorso Vicentino, Vicenza; ha esposto al Con Temporary Art Gallery alla Walther Galerie di Bolzano. Vive e lavora a Vicenza.

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III-IV Luna, 2016, Rossella Pavan