Alessandro Armento

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Espansione, 2017, Alessandro Armento

Armento nasce a Cava De’ Tirreni (SA) nel 1990. Diplomato presso il Liceo Artistico statale di Salerno (2009), consegue il Diploma Accademico di I livello in Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli (2013), con una tesi in Storia dell’arte intitolata: <Riflessioni sulla questione “Dalle Arti Minori all’Industrial Design”>.

Ha frequentato il Tartu Art College in Estonia durante il primo semestre dell’ anno accademico 2015/16, nell’ambito del progetto Erasmus+. È attualmente studente del biennio specialistico di Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Armento nel 2015 vince il Premio ArtePollino con il progetto Lichene ed è qui che mostra l’attitudine all’utilizzo di materiali diversi, come l’ottone e il legno, per piegarli alla sua logica progettuale. Aspetto importante è l’attenzione al contesto ambientale in cui le sue opere verranno inserite. Lichene è totalmente ispirato al Parco del Pollino in cui l’opera è stata realizzata; riprendendo concettualmente il lichene, ne riproduce una scultura straordinariamente connessa al suolo con cui essa interagisce.

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Lichene, Alessandro Armento

La predisposizione al visual design si realizza in IKEA’s monsters: “progetto nato sfogliando cataloghi Ikea e in seguito alla lettura di Frankenstein di Mary Shelley. Come il dottor Frankenstein ha cercato di creare un essere umano migliore attraverso assemblaggi di parti di cadaveri, io ho ritagliato ed incollato foto e slogan ricavati dai cataloghi Ikea, al fine di stravolgere la filosofia della multinazionale scandinava, basata sui criteri di funzionalità e perfezione.”

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                       IKEA’s monsters, Alessandro Armento

Al fare progettuale si collegano i suoi ultimi lavori ai quali si aggiunge una sottile poetica: in Tra-miti, EspansioneRitorsione, etc. l’artista intende mostrare un’analisi della codificazione del linguaggio, proponendo, per l’appunto, una riflessione sul media di comunicazione per eccellenza, ovvero la scrittura. Le lettere formano una parola, la parola comunica un messaggio.  In questa serie di opere il messaggio è visivamente collegato dall’utilizzo di fili di cotone che ne attraversano la superficie.

Nel 2016 espone “Radicarsi” insieme a Viviana Marchiò, nell’ambito del ciclo di residenze d’artista promosse dall’Associazione Bienno Borgo degli Artisti. È da questa esperienza che i due giovani artisti campani hanno iniziato una riflessione sul concetto di identità culturale, proponendo una lettura più ampia del termine radice, non più solo elemento vegetale. L’essere umano continuamente intesse relazioni ed esperienze, connessioni esterne che potrebbero rappresentare una contraddizione dell’idea di identità intesa come nucleo chiuso in se stesso.

«Moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radici in altri» L.Tolstoj.

Radicarsi, 2016

Alessandro Armento, sempre insieme a Viviana Marchiò, nel 2017 partecipa al Progetto 021UP#1 con “Delebile”, che parte da una riflessione sul lento ma certo processo di esaurimento delle minoranze linguistiche. Partendo da questo concetto, si vuole ampliare la visione alla caducità delle cose, alla loro precarietà, a cui le minoranze sembrano già naturalmente preparate. Vengono selezionate delle parole che rimandano all’idea di permanenza e sono a malapena visibili sulla carta. Nello stesso tempo voci registrate permettono un’immersione tramite sussurri difficilmente decifrabili, che ricordano qualcosa di lontano e che sta per essere ormai dimenticato.

Delebile, 2017

Nell’ ottobre 2018 Alessandro inaugura “Kinesi”, la sua prima mostra personale e per l’occasione mette in scena un raffinato gioco tra oggetti e concetti, che fluttuano in un delicato equilibrio precario.

Riguardo all’esposizione “Kinesi” l’artista afferma:

Il dialogo tra i lavori tridimensionali e quelli bidimensionali è sorto quasi spontaneamente. Abbiamo rintracciato in tutti i miei lavori la ricerca di connessioni e tensioni sia strutturali (nei lavori tridimensionali) che concettuali (nei lavori bidimensionali), come ad esempio il filo (nylon, cotone, silicone), elemento emblematico a tale proposito.”

Kinesi, 2018

L’artsita dichiara che se dovesse rintracciare una delle fonti della sua ispirazione, indicherebbe Anish Kapoor “per la qualità ed esattezza dei suoi lavori”. Ma allo stesso modo descrive la scoperta di Bruno Munari come qualcosa di più rispetto alla semplice ispirazione.

Alessandro Armento fa anche parte di un collettivo, il collettivo DAMP, formato da tutti ragazzi giovanissimi che credono nel dialogo e nel confronto. Proprio il confronto con gli altri è da loro considerato come punto di partenza fondamentale, per una maggiore crescita e maturità.